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Consigli da professionisti

Guanti giusti per ogni prodotto

Foto: guanti gialli in gomma e un panno rosa appoggiati su un piano di legno scuro. Sulla foto «Consigli da professionisti» e, in basso a destra, il numero 06. Titolo: «Guanti giusti per ogni prodotto». Quattro punti numerati: 1. Detergenti e disinfettanti: guanti. 2. Guanti EN ISO 374: tipo A, B o C. 3. Scheda di sicurezza, sezione 8. 4. Rotto o scaduto? Si cambia. In fondo «Non hai tempo? Ci pensiamo noi.» e il logo di Cooprimavera con cooprimavera.com e 06 63 46 70.

Per le pulizie con detergenti e disinfettanti servono guanti di protezione chimica, e il guanto giusto si sceglie leggendo la scheda di sicurezza del prodotto. Non esiste un guanto buono per tutto: materiale, spessore e durata cambiano da un prodotto all’altro.

Quali guanti servono per detergenti e disinfettanti?

Il Testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008), nell’Allegato VIII, prevede «guanti di protezione dai rischi chimici» per l’«impiego di soluzioni acide e alcaline, di disinfettanti e di prodotti detergenti», e indica come settore proprio l’«industria delle pulizie». Detergenti e disinfettanti possono irritare o corrodere la pelle: il guanto è la barriera.

Che cosa vuol dire EN ISO 374, tipo A, B o C?

I guanti contro i prodotti chimici seguono la norma EN ISO 374. Secondo l’INSST, l’istituto spagnolo per la sicurezza sul lavoro, la lettera dice quanto il guanto è stato provato: il tipo A resiste ad almeno 6 sostanze di prova, il tipo B a 3, il tipo C a una. L’ente svizzero Suva aggiunge che il simbolo con la scritta «VIRUS» (EN ISO 374-5) indica la protezione anche dai virus.

Dove si legge quale guanto usare?

Nella sezione 8 della scheda di dati di sicurezza del prodotto. Il regolamento europeo REACH chiede di indicare il guanto con materiale, spessore e tempo di permeazione; la Suva ricorda che la stessa sezione riporta il tempo massimo di utilizzo.

Di che categoria deve essere il guanto?

Dipende dal prodotto. Il Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale mette nella I categoria la protezione dai materiali per la pulizia di azione debole, e nella III quella dalle sostanze e miscele pericolose per la salute. Non è vero, quindi, che tutti i guanti per le pulizie sono di III categoria.

Quando si cambia il guanto?

Quando si rompe, si rovina o arriva al tempo d’uso indicato. L’ente britannico HSE spiega che il tempo di permeazione dice per quanto si può usare il guanto, e che chi lavora va informato su quando cambiarlo. L’INSST avverte però che il tempo misurato in laboratorio non è la durata reale sul posto di lavoro: conviene restare sotto. Per il Testo unico, chi lavora segnala i difetti e il datore di lavoro sostituisce i DPI.

Ci pensiamo noi

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